giovedì 12 settembre 2019

Risposta all'intervista di Papa Francesco su "la Repubblica" del 10 settembre 2019


Cerco di esprimere quello che penso con moderazione come al solito.
Molte delle cose che dice Papa Francesco sono condivisibili (almeno dal mio punto di vista che è quello di un tradizionalista moderato), ma ho diversi appunti, alcuni dei quali anche gravi.
Ma procediamo con ordine.

La prima cosa che noto è che un discorso MOLTO politico.
Se l'avessi fatto io (pur con delle differenze) sarebbe stato il discorso di un cittadino del Mondo, se l'avesse fatto un politico non avrebbe fatto nient'altro che il suo mestiere, detto dal leader della VERA religione (quella Cristiana) e della VERA confessione (quella Cattolica), cioè dal Papa, Vicario di Cristo, mi appare un discorso TROPPO politico.
Papa Francesco dovrebbe ricordare che, come Cristiano (e ancor più come Papa), prima di essere cittadino del Mondo, è cittadino (futuro, se se lo “meriterà” e se Dio vorrà) del Paradiso. Per ogni buon cristiano la Patria vera ed eterna è il Cielo, non l'Universo materiale. Questo per quanto riguarda il “metodo” o la “forma” di questo discorso.

Passando al merito, la prima cosa che noto (non in ordine cronologico, ma come gravità) è che Papa Francesco dice che la “1° lotta è quella per la biodiversità”. No, la 1° lotta è per salvare la propria anima e quella dei fratelli, la 1° lotta è per instaurare il Regno di Dio sulla Terra, la 1° lotta è per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria preannunciato a Fatima.
E' singolare che un politico pubblico peccatore come Salvini (rispetto al quale ho idee profondamente diverse sull'Europa) parli di “Trionfo del Cuore Immacolato di Maria” e il Papa, Vicario di Cristo, non ne parli mai nei suoi discorsi pubblici, come se avesse altre priorità. Ma anche questo è un “segno dei tempi”.

La seconda cosa che noto è quando parla di “rigidità”, più precisamente Papa Francesco afferma che “tante scuole di rigidità dentro alla Chiesa, che non sono scisma, ma sono vie cristiane pseudo-scismatiche che finiranno male. Quando vedete cristiani, vescovi, sacerdoti, rigidi, dietro di loro ci sono dei problemi, non c'è la sanità del Vangelo”.
Insomma Papa Francesco tratta i suoi detrattori come “malati psichiatrici” e “persone con problemi”. Posto che per molti psicologi la “perfetta normalità” è una tendenza statistica e che è meglio essere “folli in Cristo” che seguire la “folle ribellione di Lucifero”, cioè la differenza fondamentale non è fra malati e sani ma fra buoni e cattivi, posto tutto questo vedo (magari mi sbaglio, ditemelo voi) un'insopportabile arroganza e insolenza nel trattare i propri avversari dialettici e/o detrattori come “pazzi” (perché questo in sostanza dice Papa Francesco, pur con forme larvate) e lo trovo pure molto poco “evangelico” (nel senso non della confessione, ma dell'aderenza al Vangelo) e molto poco cristiano.
Ricordo a tal proposito, grazie a Sonia: 
《Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.》Matteo,5.21-37

In terzo luogo trovo molto singolare che Papa Francesco in quest'intervista affermi di apprezzare le critiche costruttive e aperte e poi:
1) in un'altra intervista dice che non ha tempo per leggere i tradizionalisti;
2) non abbia mai risposto ai Dubia di Cardinali, cioè cristiani e cattolici che sono anche Principi della Chiesa e pastori e vicari locali di Cristo (in quanto ogni Cardinale è prima di tutto un vescovo, cioè tendenzialmente è a capo di una diocesi);
3) proceda con la sistematica epurazione di tutti i tradizionalisti (fra cui quelli di cui parliamo in questo gruppo).

In quarto luogo, l'inverno demografico in Occidente a me (magari mi sbaglierò) mi sembra provocato NON dal benessere, ma dalla crisi economica della classe media, da un'economia sempre più diseguale in cui la ricchezza e il potere vanno concentrandosi in poche mani e, soprattutto, da una crisi di valori e spirituali che ci ha condotto all'Apocalisse attuale.

In quinto luogo, e anche questo è gravissimo, non mi piace il solito attacco al “proselitismo”: si testimonia principalmente con le opere, ma anche con le parole e l'argomentazione, sennò il buon Dio non ci avrebbe dato la facoltà di parlare e di scrivere (e non si capirebbe perché il Papa conceda lunghe interviste se non crede al proselitismo e al potere della parola). In realtà “le parole sono pietre” come sa qualsiasi teologo, umanista o scrittore (e sanno pure gli scienziati). La nostra NON è solo una società dell'immagine (e delle immagini) ma anche (grazie all'Altissimo) la società della Parola (e di qualche pudico silenzio, che non fa mai male).

Al di là delle belle parole e di molte cose condivisibili che ha detto (fra cui ricordo, su tutte, l'importanza dell'Africa per il Mondo e per la Chiesa) il discorso di Papa Francesco NON mi ha sorpreso, ma amareggiato sì e ha confermato il mio giudizio complessivamente negativo (che però non è definitivo dato che il Pontificato non si è concluso e il Signore opera miracoli) su questo Pontificato.

Michele

(Potete, se volete, ricopiare il mio post, con la mia firma, post che utilizzerò in alcune mie pagine.)

Ringrazio Serena per aver postato quest'articolo-intervista de “La Repubblica” a Papa Francesco, che trovate a quest'indirizzo: