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venerdì 3 gennaio 2020

L'Autorità e la sua Fonte



Le autorità di per sé sono nulla. Sono qualcosa nei limiti e nelle modalità in cui rispecchiano la Volontà di Dio Padre. O perlomeno cercano in buona fede di rispettarla.
Dio Padre, che è adorato oltre che da noi cristiani (assieme a Dio Figlio e a Dio Spirito Santo), anche dagli ebrei (in maniera corretta dal punto di vista sostanziale e – sotto molti profili – anche dal punto di vista formale), dai musulmani, bahaisti ed altri monoteisti (da tutti costoro in maniera alquanto imperfetta sotto il profilo formale), è la Massima Autorità cui tutto il genere umano si dovrebbe inchinare. Non solo con un ossequio formale, ma sostanziale, rispettando ad esempio i 10 comandamenti che Lui dette a Mosé (però nell'interpretazione cattolica) e il Comandamento dell'Amore.
Lo dovrebbe rispettare proclamando, anche da un punto di vista politico, all'ONU, Gesù e Maria Sovrani dell'Universo, quindi sovrani non solo di questo nostro piccolo Pianeta, ma anche dell'espansione nel cosmo, che, se saremo sufficientemente buoni e intelligenti da superare quest'Apocalisse, si farà.
Il rispetto alle Autorità è quindi motivato e commisurato dal rispetto che esse portano a Dio.

Non nascondo che sogno già da diversi anni di diventare un'Autorità filosofica e teologica e lato sensu culturale, il nuovo Kant, il nuovo Sant'Agostino, il nuovo San Tommaso d'Aquino, il nuovo Aristotele. La mia sincerità mi spinge a non nascondere questo sogno, quest'ambizione.
Un'Autorità che – come tutte le autorità culturali – non si basa su gendarmi, magistrati e infermieri come le autorità civili ma sulla libera e revocabile adesione delle volontà individuali nei limiti e nella misura in cui sarò bravo a convincere della bontà ed utilità dei miei sogni e delle mie proposte, della bontà di tutto ciò che Dio mi ha ispirato in questi miei ultimi anni tribolati nella Sua infinita Misericordia.
La mia sincerità mi spinge altresì a dire che ho sempre inteso questo mio (eventuale) diventare un'Autorità culturale come un atto di Amore e di Servizio verso Dio e verso il Prossimo.

Nonostante il male che ho ingiustamente subito, anzi per tramutare tale male in bene perché il Signore – a Lui l'onore, la lode la gloria – scrive anche sulle righe storte e la mia vita e quella del Pianeta negli ultimi 20 anni è stata alquanto una riga storta, nonostante la grande Bellezza e la grande Cultura, mia e nel pianeta. Alla fin dei conti, pur essendo molti beni terreni utili, sono essenziali solo la Fede e l'Amore.

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